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Mito-Scavolini, corsa contro il tempo
02/07/2005 12:28   
Quattro milioni di euro di debiti e martedì c’è la prima scadenza importante

La “maledizione di Gorizia” sulla Victoria Libertas Scavolini Basket.

Più o meno di questi tempi, sei anni fa, la Scavolini, fallita la promozione sul parquet, acquistava i diritti della società goriziana e ritornava in serie A1. Dove fu accolta, in ogni palazzo dello sport salvo Cantù e Treviso, dal coro: “Gorizia, Gorizia!”.

Sei anni dopo, la Scavolini è a un passo dal baratro, dall’imitazione del fallimento isontino, anche se l’uomo che sta provocando il terremoto, Enzo Amadio, non ha - per contratto - la possibilità di cedere i diritti di Pesaro. E’ un’importante base di partenza, la certezza che nessuno può acquistarli, ma se la società di via Paterni - scongiuri - fallisse, sarebbe sostituita da un’altra, che a quel punto non dovrebbe neppure pagare i diritti.

La situazione - è doveroso ribadirlo - è preoccupante, anche se dal Palazzo (quello comunale, non il Bpa) sembrano novelli Tonino Guerra e fanno professione di ottimismo.

Intanto, il buco sarebbe di 4 milioni di euro. Un buco dovuto ai mancati versamenti nelle casse dello Stato (ma sembra possibile rateizzarli, come fatto dalla Lazio e, nel basket, da Roseto), ai debiti verso diversi creditori che hanno presentato ingiunzione di pagamento. Fra questi, anche alcuni giocatori, da Djordjevic a Gigena, da Malaventura a Scarone. E altri sarebbero pronti a farlo, anche se qualcuno - si racconta - pur vantando crediti cospicui, non avrebbe le carte in regola per farlo. Storie di “nero”? Non sarebbe una sorpresa, lo sport ha convissuto da sempre con i “panini”.

Si mormora, però, anche di ricapitalizzazioni da regolarizzare. E qui ci fermiamo, perchè la situazione diventa penosa, anzi penale.

Perchè, allora, il Palazzo è ottimista? Intanto perchè dalle 9 di stamattina, nella Sala Rossa del Comune, passeranno personaggi importanti, stimati, imprenditori in grado di colmare il buco. Marco Montagna, presidente di Assindustria provinciale, la famiglia Mulazzani (da sempre appassionata di basket), la famiglia Vellucci, della Spar Mobili, che nel basket c’è già e ci vive da quando i figli, Stefano e Roberto, giocavano a minibasket. Chiamato anche Vittorio Livi, titolare della Fiam. Sono diverse decine i personaggi convocati. Fra questi alcuni riminesi che potrebbero avere interesse a salvare la Victoria Libertas.

I tempi sono stretti: entro martedì bisogna versare 1.690.000 euro per l’iscrizione. Il giorno dopo, la Comtec divulgherà le sue valutazioni sullo stato delle società. Il 15 luglio è il termine ultimo per mettersi in regola. Il 24 luglio il Consiglio Federale della Fip esprimerà le ultime valutazioni: dentro o fuori, senza ulteriori proroghe.

Per iscriversi, quindi, servono subito 1.690.000 euro. Ma non bastano. Perchè poi, per evitare il ripetersi di casi tipo Reggio Calabria, che disputò metà stagione con una squadra di infimo livello, la Lega si è data ulteriori regole: il monte stipendi non può essere inferiore ad almeno 1.400.000 euro. Fatti i conti, siamo già a 3 milioni.

Ammesso e non concesso che - anche con un generoso intervento della famiglia Scavolini (ma i figli dell’Elvino che è sempre nel nostro cuore sembrano averne abbastanza delle follie del basket) - si riesca ad ottenere l’ammissione al campionato, sarà problematico andare avanti, pur con una ricca sponsorizzazione (e su questa non ci sono dubbi) e una ricca campagna abbonamenti.

Ma chi si esaltò per gli acquisti faraonici di Amadio, reciti pure il mea culpa.
LUCIANO MURGIA
Corriere Adriatico