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Grande Siena, campione d'Italia
05/06/2004 18:06   
Davanti a 7000 spettatori, il Montepaschi travolge 92-63 la Skipper Bologna e si aggiudica 3-0 la serie finale conquistando il primo scudetto della sua storia.

Dieci minuti di paura e sofferenza prima di lasciare spazio alla grande festa. Tanto ci è voluto alla Mens Sana
per piegare una rassegnata Fortitudo, vincere gara-3 col punteggio di 92-63 e chiudere la serie finale 3-0. Siena festeggia così il suo primo scudetto chiudendo un playoff trionfale, che l'ha vista imbattuta come nella storia recente aveva fatto solo la Virtus Bologna del Grande Slam, nella stagione 2000-01.

In una clima da grande evento, con la città in elettrizzante attesa dello storico trionfo, la palla non poteva non scottare, la paura non poteva non attanagliare la truppa di Charlie Recalcati. Così è stato nel primo quarto. Dopo 55" un fallo di Basile costringeva Thornton a uscire per un problema a un pollice (rientrerà al 5'35"). Solo dopo 3'37", con Andersen, la Montepaschi segnava il primo canestro. E così Bologna, pur tirando male e pur trovandosi subito con Van Den Spiegel a tre falli, saliva a +5. Siena restava però aggrappata alla partita grazie a un monumentale
Andersen: l'australiano chiudeva il quarto con 10 punti, 6/6 dalla lunetta (saranno 14/14 alla fine) e 5 rimbalzi, permettendo ai padroni di casa di fare il primo allungo (16-10 all'8'26").

La Fortitudo non trovava gli ormai famosi tiri "ignoranti" da tre (2/8) e sbagliava troppo dalla lunetta (4/8, 11/19 all'intervallo). Siena invece era implacabile. Due triple di Stefanov a inizio secondo quarto spingevano la Mens Sana sopra di 9 (24-15), una tripla di Zukauskas firmava il +14 (38-24) a 3'53" dall'intervallo. Repesa si affidava alla gioventù di Belinelli e Mancinelli, ma era tradito da Basile, dal recidivo Mottola, mentre Vujanic giocava solo a sprazzi. L'attacco di Bologna era tutto sulle spalle di Delfino. Troppo poco contro l'incredibile difesa senese. Si andava così all'intervallo sul 44-35.

Un parziale di 8-2 Skipper apriva il terzo quarto, firmato Delfino-Van Den Spiegel. Ma Siena rispondeva con una tripla di Galanda e una schiacciata di Thorton su recupero di Andersen, che faceva venire giù il palazzo. Basile trovava finalmente una tripla delle sue, ma Siena era ormai in controllo. Due giochi da tre punti di Vanterpool e due magie di Andersen, vero eroe di questa finale, riportavano la Mens Sana sopra di 13 (63-50) al 27'09", vantaggio che arrivava a +18 (71-53) al termine del quarto.

Scomparso Vujanic, solo Basile e Delfino provavano l'impossibile, cioè evitare alla Fortitudo la sesta sconfitta in sette finali. Ma ormai la sfida era segnata, Thornton infieriva da tre, la Skipper, travolta e nervosa, era costretta ad arrendersi. A Siena si scatenava la festa, come se tutte le contrade avessero vinto il Palio.
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