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Il sogno della Sicilia Basket finisce tra debiti e sconfitte
07/05/2004 09:21   
La formazione di Messina retrocede in Legadue al termine di una stagione travagliata

Adesso che è davvero finita, che neanche la matematica può sorreggere una speranza impossibile, che la retrocessione è diventata l´attualità con cui fare i conti, verrebbe quasi voglia di non parlarne più. Di stendere un velo su una stagione da dimenticare, in cui la Sicilia Messina non ha perso soltanto l´A1 ma anche la faccia. A ben pensarci, è tutta la pallacanestro siciliana a ricevere un colpo basso alla sua reputazione. Anzi, per dirla tutta, sembra quasi un miracolo che la squadra abbia saputo resistere fino alla penultima giornata di stagione regolare e si sia arresa soltanto mercoledì scorso con la sconfitta interna rimediata contro la Breil Milano.
Messina paga per intero l´assenza di cultura cestistica di una città che freme e palpita per il calcio ma disposta a innamorarsi del basket soltanto con risultati straordinari. E fa specie che la società abbia deciso di privarsi in corso d´opera di Giovanni Perdichizzi, deus ex machina della situazione, unico possibile traghettatore in una stagione tanto tribolata. Tutto era iniziato in una serata magica, caldissima, con l´entusiasmo straripante tipico degli esordienti. Era il 5 ottobre e il destino sembrava aver disegnato un appuntamento con la storia. Prima giornata di campionato, arriva sullo Stretto la Benetton Treviso. Cinquemila spettatori, motivazioni immense, la vittoria sui campioni d´Italia e vice campioni d´Europa diventa incredibilmente realtà. «Questa è un´ottima squadra, che potrà mettere in difficoltà qualunque avversaria», dice Ettore Messina, coach della Benetton, per commentare la qualità della Sicilia. Parole che suonano come una laurea, che fanno sperare i tifosi. Ma dietro l´angolo c´è il crollo. Niente stipendi, società con organizzazione inesistente, piovono le sconfitte di fila.
Siamo a metà novembre, l´atmosfera è pesante, la scelta è quella di esonerare Perdichizzi dopo il settimo stop consecutivo. Arriva Matteo Boniciolli, tecnico di spessore, ex Fortitudo Bologna. Risultati alterni ma società sempre assente. «Non mi era mai successo che nessuno venisse a fare gli auguri di Natale alla mia squadra», dice Boniciolli. È una testimonianza che vale più di mille spiegazioni. Ma il coach di origini triestine non digerisce il disinteresse del club. Decide di mollare durante la prima settimana di febbraio, dopo avere raccolto cinque vittorie nelle ultime sei partite della sua gestione. Il resto è storia recente, con il subentro in panchina di Pasquale Iracà (precedentemente assistente di Perdichizzi e di Boniciolli).
«Non capita tutti i giorni che una squadra retroceda in casa - ricorda Iracà - e sia applaudita dai suoi tifosi. La gente ha capito che di più non potevamo fare. Certo, rimane l´amarezza per non aver saputo conservare l´A1. Ma come avremmo potuto fare con un organico tanto ridotto? Prima la cessione di Livecchi, poi Yarbrough mandato a casa senza che nessuno abbia preso il suo posto. Abbiamo lottato ad armi impari».
E adesso? Cosa ne sarà del basket a Messina? Ci sarà qualcuno disposto a investire tempo e denaro in una squadra di Legadue? "Penso di no. Credo proprio - conclude Iracà - che si andrà verso la scomparsa della pallacanestro in questa città. Non vedo alternative».
FABIO TARTAMELLA
La Repubblica