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UNAHOTELS Reggio Emilia, la carica di Hopkins: “Non vedo l’ora di giocare il doppio impegno Serie A – BCL. Cercherò di essere il più solido possibile”

Il centro americano di passaporto ungherese è stato intervistato sulla “Gazzetta di Reggio”

UNAHOTELS Reggio Emilia, la carica di Hopkins: “Non vedo l’ora di giocare il doppio impegno Serie A – BCL. Cercherò di essere il più solido possibile”

Mikael Hopkins è carico per la sua seconda stagione alla UNAHOTELS Reggio Emilia. Ad Adriano Arati sulla “Gazzetta di Reggio”, ha parlato in primis dell’EuroBasket che lo ha visto coinvolto con la canotta dell’Ungheria: “È stata una grande esperienza per me: ho avuto l'opportunità di giocare contro atleti che militano in Eurolega o addirittura in Nba. Non è stato solo un modo per crescere, ma anche un evento che mi ha permesso di rappresentare qualcosa più grande di me come un intero paese, cioè l'Ungheria”.

Un primo parere poi sulla nuova UNAHOTELS: “Fin da quando sono ritornato a Reggio mi è sembrato tutto molto galvanizzante. Sicuramente abbiamo tante facce nuove in squadra, a partire dal coach, questo è uno stimolo a fare bene, ad alzare le nostre ambizioni sia in Serie A che in BCL. Di coach Menetti mi è piaciuta fin da subito la grande energia e la mentalità che ci sta trasmettendo”.

Il centro sarà uno dei pilastri della squadra anche dal punto di vista della leadership emotiva: “Essere tra i veterani della squadra ed aver già giocato qui la scorsa stagione mi fa sentire maggiormente responsabilizzato, la vivo come uno passaggio ulteriore nella mia maturazione come giocatore e non certo come una pressione”.

Da quest’anno ci sarà anche la Basketball Champions League per lui e Reggio Emilia: “Giocare la Bcl è una vetrina di un livello più alto rispetto alla Fiba Europe Cup dell'anno scorso: è un'opportunità in più ed una competizione di maggiore visibilità. Non vedo l'ora di iniziare a giocare due volte a settimana”.

Auspici personali per la prossima cavalcata in biancorosso? “L'anno scorso è stata una bella stagione per me, forse ora mi conoscono meglio, ma non penso sia un problema. Continuerò a giocare il mio basket, essere il più solido possibile ed aiutare la squadra. Abbiamo un organico lungo e profondo e tante alternative in ogni ruolo”.

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