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La Virtus trema, ma va

Resiste all’assalto finale di Teramo (78-75) e resta seconda da sola

Cadere e rialzarsi subito, temere il disastro e combattere con vigore. La Virtus ha tenuto in mano una sfida complicata, Teramo era quasi all’ultima spiaggia, poi ha ceduto. Ma Roma ha avuto la forza, i nervi e la determianzione per riprendersi tutto, la vittoria (75-78) e tenersi il secondo posto in classifica. Un break importante, 15-4 vedendo quel tesoro accumulato svanire, Poeta padrone del parquet spina nel fianco per la Lottomatica che in un amem si è trovata a rincorrere. Ventidue secondi, mica pochi, dopo il canestro provvidenziale di Lorbek, ancora una volta il più forte, lasciando a Bodiroga il compito di tenere nell’aceto gli avversari. Un libero di Dejan per il +3, quindi il fallo di Stefansson per fermare Grundy e poi ancora il ricorso al fallo da parte di Teramo. Hawkins non ha fallito e poi Grundy ha fallito il possibile pari.
Repesa, che per la seconda volta in pochi giorni (era stato lo stesso mercoledì contro Varese) ha sofferto, ha nuovamente strigliato la squadra. «L’atteggiamento non è stato buono - ha spiegato il coach - perché noi abbiamo perso un po’ il fuoco e l’aggressività. Eppure, con quattro eterni e Lorbek dovremmo giocare con facilità».
Un tempo, il primo, per capire. Teramo voleva i 2 punti ad ogni costo, e così è partita forte non trovando però molto dall’ultimo arrivato, il greco Papanikolopoulos (alla fine 6 punti per lui) ma, invece, molto da Poeta che non solo ha segnato tanto (20 punti) ma è stato il trascinatore. Roma ha saputo rispondere con precisione pur avendo subìto un po’ troppo dal perimetro (5 tiri da 3 punti), è rimasta sempre attaccat, punto a punto trovando l’impatto (37-37) grazie alla bomba di capitan Tonolli. A creare difficoltà agli uomini di Repesa sono stati, sembrerà strano, i rimbalzi. Termao granxie anche ai muscoli di Martinez, nel secondo quarto ha creato problemi a Lorbek e Tonolli.
A mandare fuorigiri i padroni di casa sono stati Hawkins e Righetti, quest’ultimo bravissimo ieri quasi quanto Lorbek, e in 4’ il vantaggio è salito a +10 (52-42). Proprio nel terzo quarto, dove si doveva capitalizzare tutto il bel lavoro in difesa con l’attacco, qualcosa è stato sbagliato. Dal paradiso il rischio di passare all’inferno era reale. Roma ha sbagliato molto all’attacco, Teramo ci ha creduto. Poeta è entrato nel castello della Virtus con un mantello dorato e allora sì che Roma ha avuto paura quasi da arrendersi alla foga di una squadra che non vuole davvero scendere in Legadue. Chatman si è incaricato di allungare ma due sue bombe sono morte sul ferro e Teramo ha piazzato, in contropede, due canestri. Non servivano ricami ma nervi saldi e un Bodiroga capace, almeno lui, di ragionare e far ragionare tutti. Fortuna vuole che la grande fretta di Teramo abbia fatto sbagliare qualcosa e Roma ha avuto grande prontezza in difesa. Salvo il risultato, salvo il secondo posto anche se difenderlo fino alla fine non sarà impresa semplice visto che anche Milano ieri ha vinto.
Fonte: Il Messaggero
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