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La scheda – Tai Odiase, un'ancora difensiva per la Germani Brescia

L'americano detiene il record di stoppate del suo college

La scheda – Tai Odiase, un'ancora difensiva per la Germani Brescia

Di Edoardo Pollero

La partecipazione della compagine bresciana alla seconda coppa europea per importanza richiede innesti di livello per andare a completare il puzzle di coach Alessandro Magro. Se il reparto esterni ha avuto modo di essere stato rimpolpato dopo la partenza di Mitrou-Long, il completamento del reparto lunghi non si è fatto attendere grazie all'aggiunta del centro americano – con cittadinanza nigeriana – Tai Odiase. Il nativo di Glenwood, dopo l'ottima stagione disputata in Basketball Champions League con la divisa dei tedeschi dell'EWE Baskets Oldenburg, ha risposto presente alla chiamata di Brescia, intenzionata ad affidargli le chiavi del pitturato e a regalare ulteriore spettacolo sopra al ferro ai tifosi del PalaLeonessa.

Tai Odiase nasce in una piccola cittadina dell'Illinois che conta poco meno di novemila anime e fin da piccolo – aiutato anche da un'altezza differente rispetto ai pari età – si appassiona al gioco della pallacanestro. In poco tempo si afferma come rim protector e all'ultimo anno di liceo è classificato come uno dei cinque migliori centri dello stato, oltre ad essere nella top 25 dei migliori giocatori giunti al senior year. Chiude la stagione, infatti, registrando 17.4 punti, 10.4 rimbalzi e 3.1 stoppate di media a partita. Il classe 1995 ottiene una borsa di studio per la University of Illinois at Chicago, piccolo ateneo della Division I inserito nella Horizon League della NCAA. Dopo un anno da freshman in cui impara ad affinare la sua tecnica e a diminuire l'impulsività con cui contrasta il proprio avversario, Tai diventa il leader della squadra venendo nominato capitano per i successivi tre anni; nelle quattro stagioni trascorse con i Flames gioca 130 partite (di cui 117 da titolare), viene nominato per l'All-Defensive Team della Horizon League dal 2016 al 2018 e vince il premio di Defensive Player of the Year della Horizon League nei suoi anni da junior e da senior. Per non farsi mancare un'ulteriore manciata di riconoscimenti, Odiase ancora oggi detiene il record di stoppate del suo ateneo e della conference (361) e si posiziona al 37° posto all-time della NCAA per stoppate eseguite, accrescendo così il suo status di shot-blocker e catturando immediatamente l'attenzione di Tenerife che lo chiama per le ultime battute della stagione 2017-2018. In estate nessuna franchigia della NBA sembra intenzionata a sceglierlo in sede di Draft, così il giocatore di origine nigeriana – intrigato dalla prima esperienza europea – decide di tornare a giocarsi le sue carte nel vecchio continente.

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Il matrimonio con i greci di Lavrio non è tra i più edificanti della sua giovane carriera sia in termini di risultati personali che di squadra e nella stagione successiva torna negli states per disputare la G-League con la squadra affiliata agli Charlotte Hornets. Lui si distingue per il suo tempismo e la sua pericolosità in prossimità di entrambi i pitturati, ma il poco minutaggio e le tante partite perse gli fanno cambiare definitivamente idea; terminata la sospensione dei campionati in Europa dovuta alla pandemia, Tai Odiase accetta di buon grado la chiamata dei teutonici del Gottingen. In Germania trova la sua dimensione: il primo anno di Bundesliga registra 13.4 punti, 6.4 rimbalzi e 1.5 stoppate in 27 minuti di media; l'anno successivo si trasferisce ad Oldenburg dove diventa in breve tempo il leader difensivo del team mantenendo medie simili in campionato, ma stupendo per intensità e numeri nell'esperienza in BCL chiusa con 15.8 punti (71.7% al tiro, percentuale più alta in carriera), 4.2 rimbalzi e 1.0 stoppata in 25 minuti a partita. La sua etica del lavoro, la sua serietà come ragazzo e come giocatore, oltre alle sue innate doti di defensive anchor, hanno convinto il front office di Brescia ad investire parte del capitale per l'acquisizione del numero 1 per tiri stoppati della UIC; questo sodalizio tra la compagine lombarda e il centro americano sarà un do ut des in cui Odiase metterà a disposizione la sua solidità sotto le plance e la piazza bresciana due competizioni di alto livello in cui misurarsi per crescere (senza escludere un gruppo competitivo e il supporto dei tifosi).

Sul parquet Tai potrà essere l'alternativa a Cobbins o partire nel quintetto iniziale, così come non è da escludere una sua presenza nello spot di ala forte per dare maggiore fisicità alla difesa della Germani contro squadre più propense al gioco d'area. In fase offensiva si sposa alla perfezione con l'idea di gioco di coach Magro essendo un big man adatto al gioco del pick and roll, un solido bloccante il cui telaio non permette a molti avversari di spostarlo con semplicità; minaccia nel pitturato, utilizza una tecnica efficiente per sfruttare il suo piede perno e concludere al ferro subendo il contatto del difensore, il quale nella maggior parte dei casi commette fallo. Odiase è anche quel che si dice un freak atletico: capacità elevate di arrivare sopra al ferro sia per chiudere una giocata spettacolare sia nel fermare l'attacco avversario; nonostante una massa importante (206cm x 109kg), è in grado di partire rapidamente in contropiede e giocare senza problemi la fase di difesa nell'azione successiva, risultando fondamentale su entrambi i lati del campo. Quel che manca al nativo di Glenwood è un gioco in post basso talvolta ostacolato dal suo ball-handling, diventando preda dei raddoppi e costretto a commettere turnovers; a questo si aggiungono percentuali migliorabili a cronometro fermo (poco sotto al 62% nei due anni tedeschi) e l’affidabilità di un tiro dal mid-range che lo rende prevedibile o peggio battezzabile fuori dalla parte colorata dell'area.

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Sfruttare la sua velocità al fianco di grandi portatori e tiratori come Amedeo Della Valle e CJ Massinburg darà soddisfazione al capo allenatore oltre che al pubblico presente a palazzo. Ciò per cui Tai Odiase è stato preso non è la spettacolarità che sarà in grado di garantire nei minuti in campo, quanto la sua presenza in area come àncora difensiva per spazzare via le intenzioni degli attaccanti avversari sfruttando il tempismo perfetto fin ora mostrato in carriera.

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