Legabasket logo
News 
 
Fortitudo, chi allena?
23/05/2008 09:28   
L'arrivo di Savic conferma Sakota ma Drucker annuncia la firma per tre anni. L'israeliano: «Se Sacrati non mi vuole più deve dirlo». L'Aquila non replica

«Sharon Drucker ha firmato un contratto di tre anni con la Fortitudo Bologna». Disegnata la rotta sulla mappa, ecco l'intoppo. Prima ancora di nascere, la Fortitudo di Savic deve già maneggiare la prima pesca dopo l'annuncio dell'entourage di Sharon Drucker dell'esistenza d'un triennale inchiostrato dal coach israeliano con l'Aquila. La Effe, dunque, sarà guidata da Drucker? Niet, perché Zoran ha scelto Sakota e difenderà la posizione, la decisione già è stata presa, ma il busillis
va affrontato e costerà al club qualcosa in termini economici o «politici». Una specie di falsa partenza, resa più spigolosa dall'effettiva impossibilità di Savic di parlare già da plenipotenziario biancoblù — fino al termine del playoff spagnolo è a libro paga del Barcellona — e dalla prudenza di Sacrati che non intende esporsi nella vicenda, avendo lasciato i comandi al suo futuro gm.
In tutto questo, Drucker e il suo agente Misko Raznatovic della Beobasket, amico d'infanzia di Savic, hanno scelto ieri di forzare il blocco, pubblicando sul sito dell'agenzia la news dell'accordo fatto e siglato. Intesa di cui si vociferava da tempo ma mai ufficializzata e totalmente bypassata
dal sì di Zoran all'Aquila, primo passo verso la conferma di Sakota. La bordata lanciata dalla cannoneggiante Beobasket è stata supportata nel pomeriggio da Drucker stesso, raggiunto telefonicamente in Israele. «Ho sempre tenuto i miei contatti con Sacrati, una persona onesta e rispettabile. Mi deve una risposta, io sto da giorni lavorando al programma della Fortitudo avendo firmato un triennale e ho rifiutato altre offerte: se le cose sono cambiate, m'aspetto che il presidente mi telefoni. Non credo che Sacrati voglia rovinare la sua reputazione e quella del suo club per questa vicenda, io certo non vorrei mai ad arrivare a situazioni spiacevoli tipo cause legali. L'arrivo di Savic? Quando ho firmato il presidente mi ha ventilato anche questa ipotesi, dicendomi d'aver avuto un'ottima relazione su di me proprio da Zoran».
In realtà, al momento la faccenda è più morbida di quel che sembri, nonostante la Fortitudo si ritrovi addirittura con tre allenatori sotto contratto (Mazzon, Sakota e appunto Drucker). Nessuna delle parti, nel privato delle quattro mura, mette in dubbio che la firma esista. Ma Savic e Raznatovic sono già al lavoro per trovare una soluzione positiva al nodo e l'impressione è che non appena l'Aquila potrà togliere il velo al nuovo gm la questione troverà un lieto fine. Tanto più che da un lato Drucker è in pista anche per la panchina del Maccabi e dall'altro la Fortitudo col medesimo agente sta parlando di ben tre giocatori (Omar Cook e i baby Kikanovic e Dragicevic, tutti della Stella Rossa).
Insomma, il braccio di ferro non conviene a nessuno, detto che arrivare così al ciglio del burrone è stata certamente un'imprudenza della Fortitudo. Anche ieri Sacrati ha scelto la via del silenzio, preferendo che la patata bollente resti nelle mani di Savic e sia lui, appena avrà i galloni, a condurre la barca nel porto. È certo che il presidente si fosse già spinto troppo avanti mesi fa, quando a dicembre recapitò a Drucker l'offerta per venire a Bologna caduto in disgrazia Mazzon. Lì l'israeliano, saldissimo a Ostenda, non poteva salire sul galeone biancoblù e dopo, sbloccata la sua posizione, la Fortitudo gli fece addirittura mettere un compromettente nero su bianco coronato dai baci e dagli abbracci fra il clan di Sacrati e il coach prima del famoso replay Ostenda-Beghelli d'Uleb Cup. La sliding door sta lì, in quell'accordo messo a verbale prima della rivoluzione di Madrid, prima che Crippa restasse al Cska, prima che Savic diventasse re. La storia che segue è nota. «Sharon Drucker ha firmato un contratto di tre anni con la Fortitudo Bologna» verga a caratteri cubitali Beobasket. Ma la foto da «Ritorno al futuro» col coach che stringe la mano a Sacrati è già sbiadita. A fianco del patron è comparso Savic con la sciarpa della Fossa e sull'altro lato c'è Sakota, sorridente. Finirà così, quest'incredibile western con i tre allenatori, il manager-ombra e il padrone che non fa mai mancare una bufera. Ma prestissimo il vento cambierà, l'Aquila sta rinascendo.
Daniele Labanti
Corriere di Bologna